Abbiamo ancora nelle orecchie le suggestioni dell’ultimo, singolare lavoro dell’ensemble scaligero, quel “Treyf 1929” (prima uscita per la neonata El Gallo Rojo Records) nato dal ritrovamento di due vecchi dischi in una cantina di Hester Street a New York, nel cuore del Lower East Side, all’epoca ancora centro pulsante della migrazione ebrea ashkenazita, quella proveniente dall’est dell’Europa.

Illustrazione di Carola Ghirardi per Meshuge Klezmer Band
Da
quel ritrovamento, a più di settant’anni di distanza, Fabio
Basile – chitarrista e compositore con avi ebrei che avevano compiuto
lo stesso percorso transoceanico verso l’America – e i suoi
compagni della Meshuge, avevano tratto lo spunto per un nuovo viaggio
nella klezmer music “contaminata” dal jazz d’oltreoceano.
Brani tradizionali, certo, ma anche composizioni di Naftule Brandwein
e Mickey Katz, bizzarro protagonista di un irresistibile “cabaret”
musicale Yiddish nella New York anni ’40 e ’50, omaggiato
con un intera raccolta di brani anche da Don Byron.
Perchè sin dall’esordio discografico con “Dreidel”,
nel 1999, la Meshuge Klezmer Band ha continuato, idealmente e anche
fisicamente, a percorrere avanti e indietro l’Atlantico tra gli
shtetl (i villaggi ebraici) della Vecchia Europa e il Lower East Side;
la zona della Manhattan di ieri, degli affollati e miseri tenements
ritratti così bene da Sergio Leone in “C’era una
volta in America”, e quello di oggi, culla della nuova Radical
Jewish Culture guidata da musicisti come John Zorn
con la sua “Masada”.
In questo contemporaneo contesto newyorkese di presa di coscienza del
patrimonio culturale di matrice ebraica, la Meshuge si è calata
ed è stata riconosciuta con la prestigiosa inclusione, nel 2004,
nel cd antologico “Music from the winery”, prodotto dalla
Tzadik di Zorn e registrato al Tonic
di New York con la direzione artistica del virtuoso clarinettista/compositore
David Krakauer. La Meshuge, che sempre al Tonic in
precedenza ha registrato un intero live, era l’unico gruppo non
americano partecipante al disco.
Formazione di alto livello tecnico e creativo: accanto a Fabio
Basile alla chitarra, Andrea Ranzato alla
fisarmonica, Zeno de Rossi alla batteria, Maria
Vicentini al violino, Roberto Lanciai al sax
alto, Stefano Corsi al basso acustico e l’americano
Kyle Gregory, l’”acquisto” più
recente alla tromba.
(Beppe Montresor)
In questo periodo il gruppo sta lavorando al quarto CD dedicato alla
musica di Sam Musiker, già clarinettista dell’orchestra
di Gene Krupa ed esponente fondamentale del klezmer nella versione delle
yiddish-american jazz band degli anni ’40 e ‘50 . In particolare
la MKB sta incidendo i brani dell’album Tanz!,
pietra miliare nella storia del klezmer americano.

